Frequenza, Alta Fequenza e Precisione...

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domperry
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Frequenza, Alta Fequenza e Precisione...

Messaggioda domperry » sab set 21, 2013 12:55 pm

Frequenza.

La frequenza esprime il numero di oscillazioni normalmente riferite al secondo per i movimenti al quarzo e all'ora per i movimenti meccanici. Essa è formata dalle due alternanze e comprende i due sensi di rotazione compiute dal bilanciere per completare appunto un’oscillazione. Tale movimento determina perciò il numero di A/h che caratterizzano gli orologi da polso: 18.000, 19.200, 19.800, 21.600, 28.800, 36.000. E’ fin troppo evidente che da un punto di vista squisitamente teorico a pari accuratezza costruttiva la maggiore precisione sarà determinata dal maggior numero di Alternanze/ora.
La necessità di disporre di orologi sempre più precisi e affidabili portò quindi la ricerca verso l’alta frequenza soprattutto per ottenere una migliore rilevazione dei tempi cronografici.
Infatti se si accetta il concetto che è la frequenza dell’oscillazione del bilanciere a determinare la scansione e quindi la rilevazione del tempo intercorso, diventa fondamentale che essa sia la più alta possibile per poter meglio frazionare lo scorrere del tempo rilevato su di una scala graduata!
Se partiamo dal concetto che un ‘ora è composta da 60 minuti e che ogni minuto di 60 secondi, il totale sarà ovviamente di 36.000 secondi, che è esattamente la frequenza espressa dal bilanciere del calibro 400 del cronografo El Primero Zenith.

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Alta Frequenza

Il calibro 400 E.P. pare infatti essere attualmente l’unico oroologio meccanico in grado di misurare il tempo con una precisione valutata al decimo di secondo! Concetto apparentemente facile, ma non di facile realizzazione. E’ noto infatti che il bilanciere deve compiere ben 10 alternanze al secondo, cioè 36.000 in un’ora, che tradotto in soldoni vuol dire di 864,000 battiti in un solo giorno! Ciò comportò veramente una rivoluzione progettuale dei concetti costruttivi e quindi realizzativi a cominciare proprio dai componenti più comuni: peso, dimensione e struttura bilanciere, spirale auto compensante, cuscinetti rotore, la variazione del numero dei denti della ruota di scappamento, adozione della ruota a colonne, lo speciale lubrificante a secco (polvere microfine di bisolfuro di molibdeno), per non farlo schizzare tutt’intorno - tanto per citarne alcuni.

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La precisione

Essa non dipende esclusivamente dalla frequenza.
Altre importanti maison infatti non fecero ricorso all’altissima frequenza, preferendo di fatto il parametro della maggior accuratezza e dell'alta scuola costruttiva, anche se ad un prezzo ritenuto esorbitante in rapporto ai costi progettuali e alle modifiche apportate per ottenere l’alta frequenza di cui sopra. Tipico esempio fu quello di Rolex quando per i primi anni che adoperava per il suo Cosmograph Daytona il cal. 400 El Primero, abbassò la frequenza alle canoniche 28.800 alternanze ora, frequenza che pur se non altissima, viene considerata comunque alta in quanto sviluppa in definitiva ben 4 oscillazioni al secondo e cioè 8 alternanze contro la 10 del cal. 400.

Ovviamente Zenith non fu l’unica casa a sviluppare tale concetto, anzi pare proprio che il primo movimento meccanico ad altissima frequenza sia da attribuire alla Girard-Perregaux, quando negli anni ‘60 presentò il suo movimento automatico “High Frequency” , ottenendo per questo il premio del Centenario dell’Osservatorio di Neuchatel nel 1966, per aver progettato e realizzato il primo movimento meccanico a carica automatica ad altissima frequenza: il "Gyromatic”, che con le sue 36 mila alternanze l’ora era in grado di rivoluzionare gli standard di precisione degli orologi meccanici.

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(Da collez. privata)
Ultima modifica di domperry il lun set 23, 2013 6:21 am, modificato 2 volte in totale.



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Re: Frequenza, Alta Fequenza e Precisione...

Messaggioda cane » dom set 22, 2013 5:27 am

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maximus 83
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Re: Frequenza, Alta Fequenza e Precisione...

Messaggioda maximus 83 » ven gen 03, 2014 10:48 am

E' tutto molto interessante, ma, se mi e' permesso :oops: , vorrei rettificare un paio di affermazioni.
Innanzitutto i secondi di un'ora sono 3600 (per cui, appunto, un movimento che lavori a 36.000 a/h riuscira', in un cronografo, quadrante permettendo, a far apprezzare al suo possessore i decimi di secondo: la lancetta dei secondi, infatti, compira' 10 "scatti" nello spazio grafico assegnato ad ogni secondo).
In secondo luogo, anche Seiko si e' cimentata nella realizzazione di movimenti ad alta frequenza (precisamente a 36.000a/h), che tuttora ha in catalogo, nella linea "Grand Seiko"; per cui l'El Primero di Zenith non e' oggi l'unico calibro automatico a "lavorare" alla frequenza di 5 Hz (ovvero a 5 oscillazioni complete al secondo). ;)
Cordialmente.
Massimo.



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Re: Frequenza, Alta Fequenza e Precisione...

Messaggioda Caramon77 » mer lug 02, 2014 1:18 pm

Molto interessante, ma non si approfondisce il concetto di precisione nel senso di costanza di marcia. Mi piacerebbe sapere se un automatico a 36.000 Ah sia potenzialmente preciso quanto un quarzo (mi pare che la frequenza sia simile o identica), se la frequenza sia direttamente proporzionale alla costanza di marcia in condizioni d'uso disparate (riposo, attività, ecc...), oppure se tutto ciò sia solo marginalmente influente e la struttura stessa dei movimenti meccanici sia fortemente prona a cambiare la prestazione a causa della gravità, del magnetismo, della posizione e di altre condizioni ambientali.

Oltre alla teoria mi farebbe piacere sapere in quanti abbiano ottenuto scarti giornalieri abbondantemente inferiori ai 10 secondi con automatici da meno di 200/300€ e quale sia la cifra minima da spendere in un automatico per avere la precisione di un quarzo comune (es Citizen).

Naturalmente qua e là ho già trovato molte indicazioni sparse, ma mi piacerebbe un riassunto, una sintesi, diciamo.



Caramon77
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Re: Frequenza, Alta Fequenza e Precisione...

Messaggioda Caramon77 » gio lug 10, 2014 7:44 am

@turgbogi (e per chiunque sia interessato):

Spero di non sbagliare scrivendo qui, ho cercato post sulla precisione, per non aprirne di nuovi. Voglio chiarire una cosa che pare essere al contempo la più antica delle contese e motivo di scintille qui sul forum (in amicizia, si intende).

La mia personale mania per la precisione e la costanza di marcia.

Ecco cosa giudico accettabile : scarti massimi (ma proprio massimi) di + o - 10 secondi al giorno e sto già concedendo molto alla mia pignoleria che li accetterebbe, si, ma in un mese. Inoltre la costanza è ancora più importante. Se potrò, forse, un bel dì, accettare una prestazione peggiore, questa deve essere sempre e comunque costante, indipendentemente dall'attività. :32g

Non è, a mio avviso, accettabile che un orologio a riposo perda 10 secondi al giorno e se vado a fare molte passeggiate guadagni un minuto in un weekend. Questo mi è accaduto sia con lo Junkers nuovo di pacca (movimento Miyota 821a), sia col Mako. Sospetto che alcune delle mie attività siano "acceleranti", chessò... lo scooter, le lunghe camminate, non ne ho idea, ma non mi interessa. :evil:

Non posso essere io il servo dell'orologio. :33g

:!: Naturalmente rispetto chi la pensa diversamente.



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Re: Frequenza, Alta Fequenza e Precisione...

Messaggioda calendolux » gio set 04, 2014 5:09 pm

una piccola correzione: il termine gyromatic non si riferisce al gruppo scappamento/ancora /bilancere ad alta velocita introdotto da Girard Perregaux (e altri del medesimo consorzio) varso la metà anni 60, quanto piuttosto al particolare invertitore della ricarica automatica brevettato da GP fin dai primi anni 50

in pratica l'equivalente dei vari bidynator/inversator /permutator di Felsa



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Frequenza, Alta Fequenza e Precisione...

Messaggioda domperry » mer ott 18, 2017 9:38 am

Ottima precisazione, come è giusto che sia... grazie.



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Frequenza, Alta Fequenza e Precisione...

Messaggioda XX3807 » gio ott 19, 2017 6:05 pm

C'è chi meccanicamente è andato anche oltre

https://www.breguet.com/it/segnatempo/t ... -xxii/3880

10Hz, ovvero 72.000 alternanze ora, il doppio di Zenith, che su un orologio commerciale, (quindi non in piccola serie) è qualcosa di unico




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