Bulova, cenni storici

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domperry
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Bulova, cenni storici

Messaggioda domperry » ven nov 15, 2013 10:40 pm

= BULOVA =
Fu fondata a New York City nel 1875 da Joseph Bulova, cittadino americano di estrazione polacca.

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Tutt'ora la Sede Ufficiale della Casa è a N.Y.C. anche se la maggior parte dei movimenti viene assemblata in Svizzera.
La Storia di Bulova è costellata da grandi Successi Internazionali legati soprattutto alla innovazione tecnologica dei suoi modelli.
Persino Charles Lindberg durante la nota transvolata sull’Atlantico nel 1927 (Spirito of S.Louis), indossava un suo modello.
Resa famosa soprattutto per l’invenzione dell’orologio elettronico antesignano del quarzo, il movimento “Accutron” a diapason, presentato nel 1960, che rivoluzionò così la tecnica di fabbricazione fino allora adottata e di cui ne furono venduti più di tre milioni di esemplari. La Casa comunicava con orgoglio una precisione per l’epoca impensabile, pensate ad uno scarto di un solo minuto al mese!
Il termine “Accutron” infatti è l’acronimo di “accuracy”, precisione, ed “electronic”, elettronico appunto.
(Da un catalogo dell'epoca)
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Tuttavia subì come tutti i grandi Marchi americani la supremazia nipponica degli orologi al quarzo.
Ma il suo nome, che fu e resta tuttora un riferimento per l’orologeria americana non scomparve dal panorama internazionale dell’orologeria in quanto ripreso e rivalutato dalla collaborazione dei grandi gruppi svizzeri che seppero tenerlo in vita e continuarne degnamente la sua tradizione fino ai giorni nostri.

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Bulova è “Accutron”, come Omega è “Speedmaster”, come Zenith è “El Primero”, Patek è “Calatrava o Rolex è “Daytona”…
Ormai non si può prescindere dalla Storia quando essa stessa è parte integrante di una Maison!
Per questo possedere un vintage Bulova, significa per i collezionisti e non solo sentirsi parte della Storia di questa Casa che ha contribuito a fare grande l’Orologeria nel Mondo!
Pensiamo al periodo delle missioni spaziali, Bulova fu l’unica contendente di Omega per l’assegnazione delle forniture alla Nasa e se non vi riuscì con gli orologi da polso fu comunque presente in qualche modo con la sua strumentazione di precisione sulle astronavi e sul modulo spaziale.
Infatti mentre gli altri costruttori di orologi stavano a guardare - solo Bulova riuscì in qualche modo a farsi notare. Innanzi tutto perché comunque portò attraverso la missione di Apollo II i suoi strumenti elettronici di precisione che fece istallare sul “Lem” spaziale, (allunato nel Mar della Tranquillità il 21 Luglio del 1969 alle ore 2,56 GMT) in grado di emettere impulsi ad intervalli periodici e a trasmetterli sulla terra, dal suolo lunare (dove furono piazzati).

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E nel 70, alla Fiera di Basilea Bulova espose un Accutron a diapason identico a quello che gli astronauti avevano effettivamente portato sul suolo lunare E di ciò ne fece una grande pubblicità mediatica anche attraverso l’emissione di Cartoline inviate poi ai concessionari Bulova dall’Isola di Tonga, sito ufficiale “ dell’ora zero”, a conferma di precisione ed affidabilità dei suoi orologi.
Si pensi anche all’avvento e alla commercializzazione dell’Accutron prima e del meno diffuso Accuquartz dopo! Infine, a seguito di altre prove, la Casa Bianca, indusse la Nasa, ad adottare alcuni modelli Bulova per le missioni di Apollo 12 e 13, in cui però era sempre presente un Speedmaster di riserva…
Insomma tra Bulova ed Omega vi fu sempre uno scontro perenne …
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Ecco la cartolina con l'annullo speciale inoltrata dall'Isola di Tonga per commemorare l'evento dell'allunaggio dell'Apollo II
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Dopo qualche anno Bulova presentò un modello che oggi definiremmo di transizione, l’Accuquartz, il primo orologio al quarzo costruito con metodi veramente artigianali, ma sempre con l’ausilio del circuito elettronico a diapason/bobina, tant’è che la lancetta dei secondi continuava ad avanzare con il classico movimento continuo e sempre con emissione dell’ormai noto ronzio o sibilo che dir si voglia provocato come si sa dalle vibrazioni del diapason attraversato dalla corrente… Con questo nuovo movimento la Bulova assicurava lo scarto di un solo minuto l’anno. E per l’epoca ciò costituiva una precisione veramente incredibile!

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Bulova "Accuquartz" con cassa in oro 18 Kt/750.

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L’ultima proposta della Casa fu infine la serie degli Accutron Spaceview, espressione di capacità realizzativa ai massimi livelli per tecnica ed estetica racchiusi in un orologio… garantito al milionesimo di secondo (n.d.r.)

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Cassa tonneau 18 kt gold 10 mic, cassa tonda in acciaio, cassa tonneau in acciaio con cinturini in pelle, stampati lucertola.

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Sul fondello sono ben visibili il vano batteria aperto con la relativa chiave dedicata e il particolare dispositivo che regola le sfere,
cerchietto con anellino pieghevole a scomparsa.
In basso il coperchio e la battery tool.

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La Trilogia Spaziale Bulova Accutron
(tutti dotati dello stesso movimento cal. n.ro 214 e alimentati da batteria con anello riduttore di tensione da v.1,55 a 1,35)
=Collezione privata=

Parte II

BULOVA, ovvero storia di un glorioso passato…
Dall’Accutron Bulova allo Spaceview.

La storia tutta americana di un successo inaspettato.
Come abbiamo già visto la casa americana fu fondata da Joseph Bulova che immigrò negli USA all’età di 23 anni. Inizialmente si trattava di un’azienda costruttrice di orologi elettrici, la Bulova Watch Co. appunto.
Ma fu solo negli anni 50 che cominciò a svilupparsi in essa il progetto di Max Hetzel*, l’orologio elettronico dotato del sistema Diapason-bobina in grado di trasformare l’energia proveniente da una pila in un movimento finale, trasmesso a ruote e ingranaggi atti a far funzionare un orologio con una precisione impensabile per l’epoca.

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*Come è noto il dispositivo che caratterizza il movimento dell’Accutron, (letteralmente: “Accuracy Electronic”, cioè massima accuratezza e quindi precisione), nacque dalla geniale intuizione dell’ingegnere Max Hetzel, che dopo averlo proposto invano ad alcune case svizzere note, entrò nel 1948 nella Bulova Watch Company, dove lo portò a compimento, fino a farlo commercializzare su vasta scala e in diversissimi modelli.
Si trattava in definitiva di un movimento davvero singolare, per l’ interposizione di un elemento a forma di diapason contenente due bobine che attraversate da un flusso di corrente generate da una pila producevano un campo microalettromagnetico in grado di farlo vibrare a 360 volte al secondo. Questo assicurava una precisione notevole all’orologio tanto che lo scarto di tempo era contenuto entro i due secondi al giorno, pari ad un minuto al mese.

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Per questo la Nasa, (pur avendo assegnato per le sue missioni spaziali e lunari all’equipaggio umano i noti Speedmaster Professional Moonwatch di Omega, Casa che più volte risultò aggiudicataria di assegnazione ufficiale), incaricò Bulova di dotare la strumentazione di bordo e la gestione temporale dei meccanismi della sonda per tali missioni spaziali, con orologi “Accutron” dotati quindi di movimenti a diapason. Ciò dipese unicamente dal fatto che in quel momento la NASA stessa non sapeva bene se il tradizionale movimento meccanico sarebbe stato in grado di lavorare in condizioni di gravità zero.
Pare certo che sul suolo lunare giacciono ancora strumentazioni lasciate in occasioni delle missioni lunari, in particolare quello istallato sul Lem dall’equipaggio dell’Apollo 11 nel 1969, in grado di trasmettere segnali ad orari stabiliti tramite il modulo Diapason-Accutron Bulova.

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Tuttavia la creazione ed il successo del noto modello “Spaceview” non fu una mossa studiata a tavolino, né una lungimirante operazione di marketing commerciale, ma, incredibile a dirsi, derivò da una decisione popolare quasi unanime! Infatti fu proprio il pubblico stesso degli estimatori ad invocarne la produzione dopo aver visto dei modelli trasparenti forniti a scopo dimostrativo dalla dalla Casa madre ai concessionari, al solo scopo di farne visionare il suo contenuto interno, cioè il movimento Accutron-Diapason! Inutile dire che fu un successo, seguito poi da una grande richiesta di produzione che indusse la Casa americana, con sua enorme soddisfazione, alla produzione e alla commercializzazione di tal orologio, a cui non aveva minimamente pensato. Infatti lo specifico modello “Astronaut” non riscontrò lo stesso successo ottenuto dallo “Spaceview”, nato appunto per volere del popolo! Fu prodotto in numerosi modelli per quantità e forma ed entrò così nella storia!...

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(Collez. Privata)

Interessante il modello originale “Anniversary” che ripropone nel disegno della cassa e delle anse la forma del diapason
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Nota tecnica:
il sibilo o ronzio che si avverte negli accutron è generato dalle vibrazioni indotte dal diapason che svolge le funzioni di organo regolatore dell’orologio.
Simile a quello musicale esso emette una vibrazione in grado di generare quasi una nota.
(*Il Diapason musicale indica uno strumento per generare una nota standard, (costituito da una forcella di acciaio con un manico, che consente di tenere lo strumento in mano senza ostacolare l'oscillazione della forcella).
Il più comune è in "La", e oscilla ad una frequenza di 440 Hz, corrispondente al "La" della terza ottava del pianoforte.)

http://youtu.be/ZkNxkhODX6I" onclick="window.open(this.href);return false;

** Max Hetzel:
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Max Hetzel ha inventato il primo orologio da polso a frequenza acustica, usando un diapason al posto di un bilanciere come standard del tempo. Nato a Basilea, in Svizzera, nel 1921, Hetzel conseguito una laurea in elettronica presso il Politecnico Università Federale di Zurigo nel 1945. Fu assunto da Bulova Watch Company nel 1950 per sviluppare strumenti automatizzati di produzione per lo stabilimento della società in Svizzera. Nel 1952 rivolse la sua attenzione per inventare un orologio a diapason su richiesta del presidente della società Arde Bulova. Hetzel ha scelto il diapason come opzione migliore, e nel 1955 disponeva già di ben otto prototipi funzionanti. Nel 1959 Max Hetzel lasciò la Svizzera per la Sede Bulova di New York, dove ha supervisionato gli sviluppi finali. Infine, il 25 ottobre 1960 l'Accutron Bulova fu commercializzato al pubblico .


Per l’ Accutron fu un successo immediato, tanto da essere venduto bene per tutto il 1960. Risultò l’ orologio da polso più preciso in assoluto prima dell'invenzione dell'orologio al quarzo. Bulova ha sostenuto la sua precisione, dieci volte di più di un orologio di precisione meccanico dell’epoca. Il suo avvento stimolò le varie aziende di orologi a creare orologi ancora più accurati. Ciò dette origine all'orologio al quarzo, che ovviamente per precisione, semplicità di realizzazione e costi contenuti prese il sopravvento.



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